Linfedema

Linfedema

Linfedema

È una patologia cronica causata da un difetto del sistema linfatico, che smette di drenare l’acqua e le molecole in eccesso (soprattutto proteine) che occupano gli spazi tra le cellule. Si manifesta con vistosi edemi agli arti superiori e/o inferiori e se non adeguatamente trattata tende ad aggravarsi progressivamente anche per la reiterazione di processi infiammatori (linfangiti). La malattia può essere invalidante e portare a gravi difficoltà di relazione e alla riduzione delle capacità lavorative.

CAUSE: il sistema linfatico normalmente drena da 2 a 3 litri di linfa al giorno, ma in alcune situazioni patologiche non riesce ad eliminare i liquidi e le proteine accumulate, provocando un ristagno. I linfoedemi vengono classificati in primitivi o primari e secondari. Si parla di linfedema primitivo quando le alterazioni del sistema linfatico sono costituzionali. Il danno, in questo caso, è congenito e il gonfiore può presentarsi anche diversi anni dopo la nascita (si definisce linfedema precoce se compare prima dei 35 anni e tardivo se si manifesta dopo questa età). Nel linfedema secondario, invece, le alterazioni del sistema linfatico sono da attribuire a danni acquisiti per varie cause: di origine post-traumatica, per infezioni, per interventi chirurgici, per patologie tumorali.  Nel mondo la causa principale, sebbene sia molto rara nel nostro Paese, è l’infestazione da filaria, un verme che viene trasmesso con la puntura di una zanzara. In Occidente la causa più frequente resta quella oncologica, determinata dall’asportazione di linfonodi o a seguito di trattamenti radioterapici per la cura di tumori al seno, uterini, ovarici, sarcomi, prostatici e melanomi. Il decorso del linfedema è caratterizzato da 5 stadi:

  • 1° Stadio: è detto anche stadio di latenza in quanto non presenta sintomi clinici (edema), sebbene ci sia una limitazione già in atto della capacità di trasporto del sistema linfatico.
  • 2° stadio: l’edema è persistente e regredisce solo parzialmente con le gambe sopraelevate o durante la notte. In questa fase, sorgono problemi diagnostici. I segni tipici sono l’edema sul dorso del piede e l’accentuazione delle pieghe cutanee naturali in corrispondenza delle articolazioni metatarsofalangee.
  • 3° stadio: il linfedema diventa irreversibile e non presenta alcuna tendenza alla regressione spontanea. La tumefazione è dura e la pelle diventa secca e ipercheratosica.
  • 4° stadio: S’indurisce tutto l’arto (fibrolinfedema) e si presentano disturbi trofici.
  • 5° stadio: l’arto colpito si deforma notevolmente (elefantiasi, pachidermite sclero-indurativa).

Le maggiori complicanze del linfoedema sono riconducibili a una disabilità motoria con conseguente difficoltà a tendere e flettere l’arto e ad un danno linfatico che comporta una riduzione delle difese immunitarie per cui il braccio o la gamba sono più facilmente esposti a rischio infettivo.

SINTOMI: il sintomo principale del linfedema è il gonfiore ad una gamba o ad un braccio, ma a questo possono aggiungersi: alterazione della cromia della pelle, difficoltà a muovere l’arto colpito, pelle suscettibile alle infezioni, prurito e tensione della pelle.

DIAGNOSI: Individuare il linfedema non è sempre facile, soprattutto quando interessa gli arti inferiori, poiché può essere confusa con altre malattie (patologie venose, insufficienza epatica, ecc.). In compenso, la diagnosi di questa malattia è relativamente semplice. Nel 90% dei casi, infatti, viene eseguita tramite l’analisi clinica, con anamnesi, ispezione e palpazione. In alcuni casi possono essere utili anche gli esami strumentali, quali:

  • Linfoscintigrafia
  • Linfografia e linfagio-TC
  • Linfagio-RM
  • Eco-color-dopler

TERAPIA: il trattamento del linfedema può essere conservativo o chirurgico (eseguito solo in pochi centri in Europa). La terapia conservativa prevede il ricorso a diversi rimedi, tra cui:

  • Fisioterapia
  • Linfodrenaggio manuale
  • Terapia fisica combinata
  • Pressoterpia (applicazione di compressione elastica con bende e guaine)

Un netto miglioramento dei risultati terapeutici è stato ottenuto in modo particolare con la terapia fisica combinata, che prevede un programma di trattamento in 2 fasi: la prima fase prevede la cura della pelle, linfodrenaggio manuale, una serie di esercizi di ginnastica ed elasto-compressione. La seconda fase comprende la cura della pelle, l’elasto-compressione per mezzo di tutore (calza o bracciale) a basso grado di elasticità, la ginnastica per il recupero funzionale del o degli arti e ripetute sedute di linfodrenaggio manuale.

Per ulteriori informazioni rivolgersi al proprio medico. Le informazioni fornite su MedicinaLive sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo, e non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari.

Fonti [Associazione Lotta al Linfedema; SOS Linfedema]; Photo Credit| Thinkstock

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